Area di specializzazione
Età Evolutiva e Neurosviluppo
Interventi specialistici e percorsi personalizzati per bambini e famiglie. Supporto clinico precoce per l'autismo e per i disturbi dello sviluppo cognitivo, emotivo e comportamentale nell'infanzia. Prendo in carico bambini dai 2 anni e mezzo.
A chi mi rivolgo
- Genitori che nutrono dubbi sullo sviluppo: se noti nel tuo bambino piccole o grandi fatiche nel linguaggio, nella capacità di mantenere l'attenzione o nella relazione e nel gioco con gli altri coetanei.
- Famiglie con una diagnosi già avviata: per chi ha ricevuto una diagnosi di autismo (Disturbo dello Spettro Autistico) o di altri disturbi del neurosviluppo e cerca un punto di riferimento clinico e un supporto concreto per la vita di tutti i giorni.
- Chi crede nel valore della tempestività: per genitori di bambini piccoli, a partire dai 2 anni e mezzo, che desiderano attivare un intervento precoce, quando la plasticità cerebrale permette i migliori risultati evolutivi.
- Genitori in cerca di strategie pratiche: per madri e padri affaticati che desiderano strumenti scientifici e concreti per gestire le sfide comportamentali o emotive a casa, attraverso il parent training.
Cosa faccio: le direttrici dell'intervento
Intervento clinico individualizzato sul bambino
Lavoro direttamente con il bambino attraverso sessioni personalizzate basate sulle più recenti evidenze scientifiche. L'obiettivo è stimolare le funzioni cognitive, le abilità comunicativo-sociali e l'autonomia adattiva, rispettando i tempi e le inclinazioni di ogni piccolo paziente. Accolgo bambini dai 2 anni e mezzo, perché un'azione tempestiva e mirata può modificare positivamente la traiettoria dello sviluppo e l'intera quotidianità familiare.
Parent training: alleanza e strategie per i genitori
Il benessere del bambino passa dalla serenità e dalla competenza dei suoi genitori. Nei percorsi di parent training non facciamo teoria: lavoriamo su episodi reali e quotidiani che mi racconti (la gestione di una crisi, le fatiche del sonno, il rifiuto di andare a scuola). Insieme decodifichiamo il comportamento del bambino e costruiamo strategie pratiche, su misura per le vostre dinamiche familiari, da applicare a casa.
Potenziamento e DSA
Per i bambini in età scolare e i ragazzi con Disturbi Specifici dell'Apprendimento offro percorsi mirati alla costruzione di un metodo di studio autonomo ed efficace. Trovi tutti i dettagli nell'area Potenziamento e DSA.
Come lavoro con l'autismo
Nel Disturbo dello Spettro Autistico non esistono due bambini uguali. Per questo ogni intervento è cucito su misura sulle difficoltà specifiche, sui punti di forza e sull'età del bambino, e viene costruito insieme alla famiglia con obiettivi concreti.
Il percorso può includere strategie di intervento comportamentale strutturato di matrice ABA, la Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), cioè strumenti visivi e simbolici che sostengono la comunicazione quando il linguaggio verbale è ancora in sviluppo, e la Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) con i bambini più grandi e con gli adolescenti.
Quando è utile, propongo anche attività in piccoli gruppi: uno spazio protetto per allenare le abilità sociali e la relazione con i coetanei. L'obiettivo è che le competenze apprese in seduta si trasferiscano nella vita di tutti i giorni, a casa come a scuola.
Focus clinico: l'integrazione tra Approccio Cognitivo-Comportamentale e Metodo ABA
I Disturbi del Neurosviluppo, con particolare riferimento allo Spettro Autistico, hanno una complessità che richiede risposte cliniche rigorose, tempestive e basate su solide evidenze scientifiche (Evidence-Based Medicine).
Le linee guida cliniche internazionali, tra cui quelle dell'Istituto Superiore di Sanità, indicano i modelli di matrice cognitivo-comportamentale e comportamentale applicata come standard d'elezione per l'intervento. Ma cosa significano concretamente, e come si integrano nella pratica quotidiana?
1. L'Analisi Comportamentale Applicata (ABA): costruire le fondamenta
L'ABA (Applied Behavior Analysis) non è una terapia rigida, ma una scienza applicata che studia il comportamento e le sue relazioni con l'ambiente. Nei bambini piccoli (dai 2 anni e mezzo) o dove vi siano barriere comunicative importanti, è uno strumento prezioso per:
- Insegnare nuove abilità: scomporre compiti complessi (sociali, comunicativi, di autonomia) in piccoli passi accessibili.
- Ridurre i comportamenti problema: comprendere la funzione dietro un comportamento disfunzionale (per esempio una crisi da sovraccarico sensoriale, o la frustrazione di non sapersi esprimere) per sostituirlo con un comportamento comunicativo alternativo e funzionale.
- Generalizzare gli apprendimenti: assicurarsi che le competenze apprese in studio vengano usate anche a casa, a scuola e nei contesti di vita quotidiana.
2. La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (CBT): evoluzione e regolazione emotiva
Man mano che il bambino cresce e si sviluppano le funzioni cognitive e linguistiche, gli strumenti della CBT si affiancano al lavoro comportamentale. Nell'età evolutiva la CBT si concentra su:
- Regolazione emotiva: aiutare il bambino o l'adolescente a riconoscere le proprie emozioni (rabbia, ansia) e i segnali corporei che le precedono.
- Flessibilità cognitiva: lavorare sui pensieri rigidi o sulle interpretazioni letterali dell'ambiente, tipiche del funzionamento autistico, per favorire una maggiore flessibilità mentale.
- Consapevolezza e autonomia: rendere il ragazzo protagonista attivo del proprio cambiamento, con strategie concrete per le sfide scolastiche e sociali.
L'esperienza sul campo: la formazione al Centro Disturbi Pervasivi dello Sviluppo (Brotzu)
La teoria scientifica acquisisce reale valore terapeutico solo quando viene calata nella realtà clinica quotidiana. La mia metodologia di lavoro si è strutturata e consolidata attraverso la formazione specialistica e la pratica presso il Centro per i Disturbi Pervasivi dello Sviluppo dell'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari, uno dei principali poli di riferimento regionali per l'autismo e i disturbi dello sviluppo.
Questa esperienza mi ha permesso di:
- Lavorare a contatto con équipe multidisciplinari (neuropsichiatri infantili, logopedisti, psicomotricisti), affinando lo sguardo diagnostico e la precisione clinica.
- Partecipare alla valutazione neuropsicologica e all'applicazione di progetti terapeutici individualizzati su base ABA e CBT per numerosi bambini e famiglie.
- Sviluppare una profonda sensibilità nell'accompagnamento dei genitori attraverso il parent training, comprendendo l'impatto emotivo e organizzativo che una diagnosi comporta nel nucleo familiare.
Questo bagaglio di competenze, maturato sul campo in un contesto di eccellenza sanitaria, è ciò che oggi metto a disposizione delle famiglie nel mio studio privato. Ogni protocollo applicato non è una formula astratta, ma un intervento calibrato sull'esperienza clinica e sulla reale traiettoria di sviluppo di tuo figlio.
L'alleanza con la scuola: un intervento a 360 gradi
Nei percorsi legati al neurosviluppo, il raccordo con il contesto scolastico non è secondario: è parte integrante del successo terapeutico. Perché i progressi appresi in studio diventino abilità reali, il bambino deve poterli generalizzare nel suo ambiente quotidiano principale, la scuola.
- Condivisione operativa: quando è utile, e sempre ed esclusivamente dietro il tuo consenso informato, mi confronto con il corpo docente (insegnanti di classe e di sostegno) per condividere le linee guida emerse dal percorso, traducendo i protocolli clinici in indicazioni chiare e applicabili nella routine scolastica.
- Osservazione e supporto sul campo: quando la complessità lo richiede, e in pieno accordo tra famiglia e istituto, posso effettuare osservazioni dirette in classe. Vedere il bambino interagire nel contesto reale aiuta a decodificare le sue fatiche nel momento in cui si presentano e a sostenere gli insegnanti nelle strategie di gestione e inclusione.
- L'obiettivo è la coerenza: casa, scuola e studio clinico devono muoversi come un'unica squadra. Solo evitando messaggi contraddittori possiamo offrire al bambino la stabilità di cui ha bisogno per crescere.
Come si articola il percorso
- 1
Colloquio conoscitivo
Un primo incontro con i genitori, della durata di circa 50 minuti, per raccogliere la storia del bambino e la richiesta specifica. È utile portare eventuali segnalazioni ricevute dalla scuola, se già disponibili. Il bambino, di norma, non è presente in questo primo colloquio.
- 2
Osservazione e conoscenza
Conosco il bambino attraverso l'osservazione nel gioco e nelle attività, il suo modo naturale di esprimersi. Serve a individuare punti di forza e difficoltà su cui costruire l'intervento, con incontri calibrati sui suoi tempi di attenzione.
- 3
Intervento su misura
Avvio il percorso più adatto, condiviso con la famiglia: interventi sul neurosviluppo, lavoro sull'autismo, parent training. Gli obiettivi sono concreti e definiti insieme, un passo alla volta.
- 4
Verifica e raccordo
Verifichiamo insieme i progressi e, quando utile e concordato, ci raccordiamo con la scuola. Il percorso resta flessibile: possiamo rivedere gli obiettivi strada facendo.
Cosa aspettarsi dal primo incontro
Per ridurre l'apprensione, ecco alcune informazioni utili per prepararti al primo colloquio in studio:
- Chi partecipa? L'incontro è riservato ai genitori. Salvo mie diverse indicazioni, non è necessario (ed è preferibile evitare) che il bambino sia presente.
- Cosa portare? Non serve alcuna preparazione particolare. Porta con te la documentazione già disponibile: relazioni degli insegnanti, valutazioni logopediche o psicomotorie, diagnosi mediche precedenti.
- Nessuna pressione: non serve avere le idee chiare o descrivere il problema con termini tecnici. Sarai guidato passo dopo passo, nel rispetto del tuo ritmo e delle tue emozioni.
Domande che i genitori mi fanno spesso
Prendo in carico bambini a partire dai 2 anni e mezzo, soprattutto per interventi precoci sui disturbi del neurosviluppo, come quelli dello spettro autistico. Intervenire presto, quando le abilità sono in piena costruzione, permette di sostenere il bambino nel modo più efficace. Non serve aspettare che le difficoltà si consolidino: nel dubbio, ne parliamo insieme nel primo colloquio.
Sì, ma con parole adatte alla sua età e senza spaventarlo. Con i più piccoli il lavoro passa soprattutto dal gioco, che è il loro modo naturale di esprimersi e imparare. Ti aiuto io a trovare le parole giuste da usare a casa, così che il bambino viva gli incontri come uno spazio sereno e non come qualcosa che non va in lui.
No. L'obiettivo non è incasellare il bambino in una categoria, ma capire come funziona e sostenerlo nelle sue difficoltà, valorizzando i suoi punti di forza. Ogni intervento è cucito su misura sulla singola persona, non su un'etichetta.
No. Molte famiglie arrivano con dubbi o con segnalazioni ricevute dalla scuola, senza una diagnosi. Nel primo colloquio capiamo insieme la situazione e se un intervento può essere utile. Se dovesse servire un percorso diagnostico, che io non svolgo, ti indico a chi rivolgerti.
No, il parent training è un percorso rivolto ai genitori, complementare a eventuali interventi diretti sul bambino, non sostitutivo. In alcuni casi lavoriamo solo con i genitori, in altri il parent training si affianca a un percorso individuale per il bambino. Decidiamo insieme la combinazione più utile, sulla base di quanto emerge dal primo colloquio.
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